I genovesi Greta Liscio, Matteo Spano e Giacomo Gianetta (Still Leven) ritornano, a due anni di distanza dall’intrigante ep di debutto (Everyday And Never), con il primo album lungo, “Cases Of Bluntness”. Il disco, uscito per l’inglese Pronoia Records, si muove su sapori post punk/new wave, presentando ospiti del calibro di Davide Cedolini (Japanese Gum), Ela Quaranta (Blown Paper Bags) e Attilio Bruzzone (Port Royal).
L’elettrica ed energica “Soulsearching”, seguita dall’ancora più vibrante “No Moleskine” (synth, basso e batteria a far gran baccano), ci scaraventano con forza dentro l’universo sonoro del disco, mentre “Forever Is Just For A While”, con il suo borbottare ritmico alle spalle, ipnotizza grazie alle sue sonorità eighties e alle sue strofe ripetitive/ossessive. “Sex! We Can”, con la voce leggermente in secondo piano, scorre morbida su accattivanti tastiere, introducendo i tempi rallentati e le atmosfere cupe e misteriose di “Bring The Cold War Kids Home” e di “Lost In Texture”. “Possession”, a fondo disco, si compone di ritmi più accesi e volumi crepuscolari in lenta ascesa (synth e batteria al centro dell’attenzione), prima di lasciar spazio alla conclusiva “Weekends Of Spring” e alla sua anima eterea in esplosione nei ritornelli.
Per una band, esordire sulla lunga distanza con un disco come questo “Cases Of Bluntness” significa avere ottime doti e qualità. Le otto canzoni proposte dai genovesi, nonostante siano molto legate a sonorità new wave e post punk anni ’80, riescono a ritagliarsi un proprio spazio e ad attirare l’attenzione. Un lavoro caratterizzato da ottime melodie e buone capacità compositive; un piacevole ascolto.
TRACKLIST:
01. Soulsearching
02. No Moleskine
03. Forever Is Just For A While
04. Sex! We Can
05. Bring The Cold War Kids Home
06. Lost In Texture
07. Possession
08. Weekends Of Spring