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Recensione : Raving Season – Amnio

Eccoci alle prese con un altro lavoro che rischiava seriamente di finire in un immeritato oblio e che ottiene la possibilità di usufruire della giusta visibilità grazie all’interesse un etichetta sempre molto attenta come la My Kingdom Music.

Amnio, primo full-length dei romani Raving Season, è un autentico caleidoscopio di emozioni decadenti, veicolate attraverso un impianto musicale che, sebbene faccia riferimento ai grandi nomi del gothic-doom, non appare per nulla derivativo e soprattutto è marchiato a fuoco da un’integrità artistica raramente riscontrabile.
La band capitolina, infatti, non si fa mai tentare da ammiccamenti di stampo commerciale, il sound è, infatti, sempre volto ad evocare sensazioni ora malinconiche, quando è la voce cristallina di Judith a condurre le danze, ora di rabbiosa disperazione, non appena diviene protagonista il growl ferino di Federica.
Benchè perfettibile, questa non è la consueta alternanza tra voce angelica e demoniaca da “Manuale Cencelli” del gothic, come spesso capita di ascoltare; ogni passaggio ha una sua logica e una sua funzionalità finalizzata allo sviluppo del sound e, quando sussistono tali condizioni, il risultato finale non può che esser del tutto soddisfacente.
Il valore aggiunto costituito da una produzione perfetta, curata dal bravo Federico Truzzi (Mechanical Swan) e finalizzata dalla masterizzazione di uno dei numi tutelari del doom contemporaneo quale è Greg Chandler (Esoteric), rende Amnio un’opera da godersi dall’inizio alla fine dedicando all’ascolto la necessaria dedizione, pena l’impossibilità di apprezzarne appieno le numerose sfumature.
Volendo a tutti costi trovare una qualche similitudine rispettoa qualche band conosciuta, il primo none che viene in mente sono i Draconian di “Arcane Rain Fell”, soprattutto per il senso drammatico conferito alle composizioni, ma va detto che i Raving Season propendono per atmosfere più rarefatte rispetto ai magnifici svedesi guidati da Johan Ericson.
Qualche margine di miglioramento (per fortuna, aggiungerei) c’è ancora, vestendo i panni degli incontentabili: per esempio si potrebbe ulteriormente equilibrare l’utilizzo delle due voci, magari facendo sì che Judith si spinga meno verso le estremizzazioni liriche, visto che la sua normale intonazione è già di per sé sufficientemente evocativa, ed evitare che, talvolta, l’irruzione del growl di Federica vada a spezzare in maniera troppo brutale la tensione emotiva che si era venuta a creare sino a quel frangente.
Particolari quasi marginali, alla luce di un lavoro che merita di entrare di diritto tra gli ascolti obbligati degli appassionati del genere, i quali avranno il privilegio di godersi oltre un’ora di musica appagante, con picchi riscontrabili nella doppietta centrale Restless Rain (Il Rumore Della Pioggia)My Darkest Season (Pt. 2).
Anche se i Raving Season sono attivi da diversi anni, in fondo la loro storia inizia per davvero solo ora, e se queste sono le premesse, attendiamoci ancora grandi cose in un prossimo futuro.

Tracklist:
1.Turandot
2.Dusk Dance
3.My Last Murderer
4.Silent Lake
5.Restless Rain (Il Rumore Della Pioggia)
6.My Darkest Season (Pt. 2)
7.Testament
8.Suspended in a Spiral
9.Amnio

Line-up :
Judith – Clean & Lyrical Vocals
Federica – Growl Vocals
Sergio – Guitars
Marco – Guitars
Marco – Bass
Luca – Drums

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