Melbourne, Australia: la terra dei canguri ci regala una band fantastica, i Damnations Day, autori di un esordio clamoroso.
Di metal progressivo si tratta e ad un ascolto distratto potrebbero ricordare i Queensryche, ma con più attenzione, dopo vari ascolti, emergono prepotentemente echi di Judas Priest, Fates Warning, Iron Maiden, dei più moderni Evergrey e, in certi passaggi di stampo hard rock addirittura gli americani Alter Bridge.
Minestrone? Assolutamente no, i quattro di Melbourne hanno talento da vendere e riescono ad essere personali confezionando una raccolta di brani stupendi.
E allora via con la title-track: attacco sparato, molto moderno, stacco melodico con sugli scudi il cantante Mark Kennedy, protagonista assoluto di questo disco; sono passati tre minuti e siamo già in odore di standing ovation!
Dopo la bellissima The Meaning, ecco uno dei capolavori del disco, I Am, dove Mark si trasforma in Halford per un pezzo alla Painkiller, da urlo; doppia cassa a palla anche per Reaper, dove in evidenza è la chitarra solista di Jon King.
Dopo la ballad Ghost In Me si ritorna in territori metal prog con Lucid Dreaming, brano che Geoff Tate non riesce più a scrivere ormai da anni.
Altra perla del disco è Reflections, con Dean Kennedy che distrugge le pelli per questo brano metal che più classico non si può, grazie a un assolo da lacrime e a Mark che mette in riga l’ultima generazione di vocalist con una prova maiuscola.
E qui si arriva al mio pezzo preferito, Carried Above The Sun, in puro stile ultimi Maiden (quelli più progressivi) con un’alternanza di potenza e melodia da applausi.
L’acustica A World To Come chiude il lavoro e tirando le somme il risultato è soltanto uno: siamo di fronte ad una grande band, capace di comporre uno degli album più belli che mi sia capitato di sentire negli ultimi mesi; lasciarselo sfuggire sarebbe un delitto!
Track list:
1. Invisible, the Dead
2. The Meaning
3. I Am
4. Reaper
5. A Ghost in Me
6. Lucid Dreaming
7. Reflections
8. Carried Above the Sun
9. A World to Come
Line-up:
Mark Kennedy – Vocals/ Guitars
Jon King – Guitars
Luke Vinken – Bass
Dean Kennedy – Drums