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Recensione : Drawers – Drawers

Cascata di note messe in ordine matematicamente, melodie sottomesse all'umana volontà, con un incedere alla Isis, o meglio ancora alla Drawers.

Cascata di note messe in ordine matematicamente, melodie sottomesse all’umana volontà, con un incedere alla Isis, o meglio ancora alla Drawers.

Questo gruppo di Tolosa in verità, ha uno stile tutto suo, davvero particolare, in quanto la costruzione e l’andamento delle canzoni sono una corsa alla creatività e all’incastro.
Drawers non piacerà a chi non apprezza un approccio alla musica più mentale e libero, e non piacerà a chi non si abbandona alla musica, ma pretende di trovarci qualcosa di delimitante con confini ben precisi.
Piacerà invece molto a chi vuol viaggiare dentro la musica, senza mai perdere il legame con alcune forme di musica quali il metal o l’hardcore modificato da validi cervelli.
I Drawers sono attivi dal 2006 e anche il loro primo disco del 2011 “All In One” è ottimo, ma questo loro album omonimo è stata un’epifania per me, una scoperta notevolissima, come spero possa esserlo per voi.

Tracklist:
1 Once and for all
2 Mourning
3 It’s all about love
4 Bleak
5 Take stock
6 Shadow dancers
7 Words
8 Detour

Line-up:
Niko Bastide – voce
Olivier Lolmède – batteria
Jérémie Ruiz – basso
Alexandre Berenguer – chitarra
Laurent Bringer – chitarra

DRAWERS – Facebook

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