Road to Ruin: il capolavoro sottovalutato dei Ramones
40 anni fa usciva il quarto album dei compianti fast four, il primo dopo la storica trilogia che comprende Ramones, Leave home e Rocket to Russia che ha gettato le basi del partypunk secco, aggressivo e ripetitivo.
In Road to ruin invece lo stile si fa più blando, melodico e radiofonico e ciò all’epoca fece storcere il naso a più di un fan della prima ora che temeva un irreversibile intenerimento musicale della band.
Certo, pezzi come Don’t come close, Questiongly e la cover di Needles & pins dei Searchers sorprendono per la loro dolcezza e malinconia, ma brani come Go mental, I’m against it e soprattutto la leggendaria I wanna be sedated sono la quintessenza del Ramones sound.
Fu il primo album senza Tommy Ramone alla batteria (che comunque lo produsse assieme ad Ed Stasium), rimpiazzato da Marc Bell che diventerà in seguito Marky Ramone mentre la splendida copertina in stile comics fu opera di Gus McDonald con il supporto di John Holmstom già autore della cover di Rocket to Russia.
Playlist dell’intero album: https://www.youtube.com/playlist?list=PL3225EF6EEF5C793F
L'addio di Tommy e l'arrivo di Marky
Tommy Ramone se ne andò nel 1978. Fu un cambiamento importante per il sound e la direzione artistica dei Ramones.
Il batterista originale, Tommy, se ne andò per aiutare a produrre e scrivere canzoni. Disse che aveva bisogno di provare qualcosa di nuovo. La sua partenza non riguardava solo i cambiamenti interni. Fu anche un nuovo passo per la band. Cercavano sempre di essere diversi. Questo accadde proprio quando stavano iniziando a lavorare su “Road to Ruin”. L’arrivo di Marky Ramone ha davvero ravvivato il tutto e ha dato nuova vita alla band.
Con uno stile più allegro e abilità più affilate, Marky ha contribuito a rifare il sound dei Ramones, realizzando canzoni che avrebbero definito un’epoca. I suoi ampi gusti musicali hanno permesso al gruppo di provare suoni più complicati pur rimanendo fedeli al loro stile punk.
Questo cambiamento di chi era nel gruppo non solo ha migliorato il loro set di canzoni, ma è stato anche l’inizio di una nuova era, in cui i Ramones si sono trovati faccia a faccia con i problemi e le possibilità di un mondo musicale in continua evoluzione.
Un sound in evoluzione
“Road to Ruin” si è rivelata una svolta nel sound dei Ramones, introducendo elementi che si discostavano parecchio dal loro stile punk originale. I primi album erano composti da canzoni brevi e frenetiche, ma con questo lavoro è stata offerta più varietà, inclusi assoli di chitarra più elaborati e persino una ballata, “I Want You Around“.
Queste scelte musicali non solo hanno ampliato la portata espressiva della band, ma hanno anche mostrato la volontà di sperimentare con l’hard rock che in quel momento li stava influenzando, rendendo le canzoni più accessibili a un pubblico più vasto. Questa evoluzione stilistica è stata quella che ha accolto con sentimenti sollevati i fan e la critica.
Alcuni dei puristi del punk erano diffidenti nei confronti dei nuovi suoni, ritenendoli una rottura con ciò che aveva reso i Ramones delle icone. Al contrario, altri hanno accolto “Road to Ruin” con una freschezza più audace; ha dato alla band il coraggio di volersi muovere in nuove direzioni musicali.
Questa tensione tra tradizione e innovazione ha portato avanti le fervide argomentazioni, mostrando così quanto complessa possa essere la relazione tra l’artista e il suo pubblico.