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Recensione : Synkletos – Spiritual Alchemy

Cominciamo subito dicendo che dei Synkletos si sa poco o nulla , salvo che trattasi di un duo moscovita attivo da oltre un decennio e che questo loro primo full-length, Spiritual Alchemy, riprende, rielaborandoli, i brani presenti all’interno dell’omonimo demo risalente al 2002.

Il fatto che la Solitude si sia preoccupata di promuovere e distribuire questo lavoro assieme alle proprie ultime produzioni, ha in qualche modo “insospettito” chi è normalmente molto attento alle uscite della label russa.
Infatti, Spiritual Alchemy si rivela un’autentica sorpresa, sia per il suo indubbio valore musicale sia anche per il suo essere tutto sommato distante dalle sonorità che ci si sarebbe aspettati di ascoltare; l’etichetta melodic death/doom affibbiata ai Synkletos è piuttosto fuorviante: il doom lo si trova più nell’attitudine che nella filosofia e nello stile della band, il death è confinato essenzialmente alle sporadiche parti in growl e a qualche altrettanto centellinata accelerazione, solo nei confronti della definizione di “melodic” non c’è assolutamente alcunché da eccepire.
Il progetto di Demiurgos (Andrey Kaptyushin), accompagnato nell’occasione dal bassista Kaermis, mostra contenuti non facili da classificare, in quanto spazia, invero con apprezzabile disinvoltura, da passaggi intrisi di melodie ariose ad altri ai confini della new age, senza disdegnare momenti maggiormente aggressivi; il fatto che la musica presente su questo disco sia stata composta oltre un decennio fa si sente, non tanto dal punto di vista esecutivo quanto perché emergono alcune fonti di ispirazione targate anni ’90. Ecco dunque mostrarsi tracce dei Tiamat di “Wildhoney” (ascoltare Rain Of Eternal Distress per credere, con il suo uso “floydiano” della chitarra), e dei Lake Of Tears di “Forever Autumn” dei quali si trovano diversi riflessi in Golden Fields Of Creation e nella parte finale della title-track.
Demiurgos assimila queste influenze amalgamandole con un anima doom più contemplativa che dolente, ed esprime tutto ciò con una tecnica chitarristica di prim’ordine privilegiando sempre l’aspetto emotivo rispetto a quello esecutivo, salvo qualche passaggio un po’ oltre le righe, tipo alcuni raptus “malmsteeniani” in The Ascent.
Il recupero di questo si disco si rivela dunque una scelta davvero azzeccata, in caso contrario, infatti, sarebbe rimasto appannaggio di pochi intimi mentre ora c’è la concreta possibilità che Spiritual Alchemy possa raggiungere un’audience senz’altro più vasta.

Track-list :
1. Windy Days
2. Golden Fields of Creation
3. The Elementals
4. Turn of the Year
5. Rain of Eternal Distress
6. The Ascent
7. Spiritual Alchemy
8. Contemplation

Line-up :
Demiurgos – Guitars, Lead Vocals, Programming
Kaermis – Bass, Backing Vocals

SYNKLETOS – pagina Facebook

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